Dire di voler guarire è facile; scegliere di guarire è un’altra storia. Guarire significa sciogliere un dolore che, col tempo, è diventato parte dell’identità: relazioni tossiche, ruoli soffocanti, ferite infantili, abitudini che logorano.
La paura è un linguaggio antico. Dietro ogni stretta allo stomaco o battito accelerato vive un bisogno profondo: protezione, riconoscimento, appartenenza.
Le ferite dell’anima sono tracce invisibili che si imprimono durante l’infanzia quando ci sentiamo rifiutati, abbandonati o non amati. Rimangono nel corpo energetico e, finché restano inconsce, influenzano emozioni, relazioni e scelte di vita. Conoscerle è il primo passo per la guarigione emozionale.